Targhe incendio, pezzi di storia da collezionare

Forse non tutti sanno che un tempo sulle facciate dei palazzi venivano affisse le targhe incendio delle compagnie di assicurazioni. Queste targhe, spesso in metallo smaltato o in ottone, dai colori vivaci, sono diventati oggetti da collezionismo e rappresentano un pezzo di storia delle assicurazioni. Nella nostra agenzia Unione, nella sede di Via Parravicini, esponiamo la nostra piccola collezione, raccolta con passione negli anni.

Dopo il catastrofico incendio che nel 1666 distrusse gran parte di Londra nacquero le prime assicurazioni incendio per indennizzare chi a causa del fuoco subiva danni o perdeva la propria abitazione, all’epoca perlopiù costruite in legno. Iniziarono così a sorgere le prime società di assicurazione contro gli incendi. Il primo fu Nicholas Barbon che fondò nel 1680 il Fire Office al quale ne seguirono molti altri. Barbon creò anche un corpo di pompieri, il Fire Brigade, in quanto non esisteva ancora una struttura pubblica di intervento per domare gli incendi. Questi pompieri intervenivano nelle case assicurate da Barbon che decise di contrassegnare gli edifici da lui assicurati con una targa denominata “Mark”. L’iniziativa fu presto imitata da altri assicuratori che iniziarono ad affiggere la loro “Mark” sulle facciate degli edifici assicurati riconoscibili dai pompieri. In caso di incendio potevano intervenire anche altre brigate di volontari ai quali venivano riconosciuti dei premi se riuscivano a salvare l’edificio assicurato. In pochi anni l’usanza delle targhe si diffuse in altre parti del mondo, soprattutto negli Stati Uniti man mano che nascevano le compagnie assicurative, mentre in Inghilterra, dove ebbero origine, l’usanza di affiggere le targhe assicurative declinò e cessò definitivamente nel 1880.

In Italia la prima compagnia che ha esercitato il ramo incendio e ha utilizzato le targhe è stata la Azienda Assicuratrice di Trieste fondata nel 1822.

Le targhe ebbero molta importanza e furono un deterrente per gli atti di vendetta e ripicca: appiccare il fuoco all’abitazione o alla stalla di un ”nemico”  diventava inutile in quanto sarebbe stato poi risarcito dall’assicurazione.

Quando i pompieri divennero istituzioni pubbliche le targhe persero il loro scopo originario e divennero strumenti pubblicitari per le compagnie.

Le targhe sono state realizzate con i più diversi materiali, forme e decorazioni e oggi le più importanti case d’asta inglesi organizzano tornate speciali dedicate ai collezionisti. La collezione più importante si trova a Londra al Chartered Insurance Institute dove sono conservate oltre 1000 targhe provenienti da tutto il mondo.

Esistono vari club di collezionisti in diversi Paesi. In Italia nel 1978 su iniziativa di Giorgio Florio Stilli è stato costituito il Club Italiano Collezionisti Targhe Incendio, mentre nel 1998 Vito Platania ha realizzato il catalogo Le Targhe Incendio in Italia.

Oggi ne rimangono pochissime sui muri, sfuggite ai restauri delle facciate e ai collezionisti. Si possono ancora trovare nei mercatini, nei circuiti degli scambi dei collezionisti o, nei casi di quelle più pregiate, nelle case d’asta. 

Targhe incendio, pezzi di storia da collezionare