Stop alla guerra

La guerra in corso in Ucraina è una sconfitta per tutta l’umanità. E’ ancora più grave perché si combatte in Occidente, in Europa, il continente che raggruppa Stati che nelle loro costituzioni ripudiano la guerra e che dovrebbe essere un esempio dei diritti civili, tanto faticosamente conquistati nel tempo.

Esiste un orologio particolare, l’Orologio dell’Apocalisse, nato nel 1947 su iniziativa degli scienziati della rivista Bulletin of the Atomic Scientists dell’Università di Chicago. Si tratta di un orologio metaforico che misura il pericolo di un’ipotetica fine del mondo in cui la mezzanotte rappresenta il punto di non ritorno.

In origine le lancette venivano spostate in relazione dell’aumento o diminuzione del pericolo della guerra atomica, in seguito con la fine della guerra fredda e a partire dal 2007, il panorama delle possibili cause è stato ampliato ad altri eventi nefasti che possono colpire l’umanità come i cambiamenti climatici, l’utilizzo di armi biologiche, l’intelligenza artificiale fuori controllo.

Nel corso degli anni la lancetta è stata spostata in avanti o indietro più volte. La distanza di 2 minuti si è toccata nel 1953 e nel 1960, poi nel 2018 per poi allontanarsi a 17 minuti tra il 1991 e il 1995 grazie agli accordi START (acronimo di Strategic Arms Reduction Treaty), gli accordi internazionali tesi a limitare o a diminuire gli arsenali di armi di distruzione di massa. Un nuovo avvicinamento si è registrato nel 2020 a causa del continuo richiamo alle armi nucleari cui si sommano i rischi del cambiamento climatico. tra USA e URSS e dal contestuale smembramento dell’Unione Sovietica con la fine della guerra fredda. E oggi a dove si trovano le lancette di questo metaforico orologio? Si trovano a 100 secondi dalla mezzanotte, esattamente alle ore 23:58:20. Gli scienziati le stanno lasciando volutamente ferme a due anni fa nella speranza che la follia del conflitto in Ucraina abbia presto una fine. Questo orologio è nato con l’intenzione di ammonire l’umanità, non di spaventarla ma di spronarla a mettere in atto le misure necessarie per riflettere sulle minacce e trovare delle soluzioni.

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