Osservatorio Europeo sulla Sicurezza

E’ stato presentato il 6 dicembre scorso il Rapporto 2023 dell’Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, l’indagine che la Fondazione Unipolis del Gruppo Unipol realizza dal 2007 in collaborazione con Demos&Pi sotto la direzione scientifica del sociologo Ilvo Diamanti. L’indagine annuale ha lo scopo di identificare la percezione dell’opinione pubblica sulla sicurezza in Italia e nei principali Paesi europei. Il titolo dell’edizione di quest’anno è stato “Il tempo della paura fluida” a indicare un tempo segnato da emergenze continue che avvengono e si ripetono provocando grande insicurezza. La ricerca è stata effettuata su un campione di oltre 4.000 cittadini in Italia, Germania, Francia e Finlandia.

Fra i principali fattori di insicurezza e paura ci sono le preoccupazioni economiche che riguardano la disoccupazione o la pensione insufficiente, seguite da quelle per l’ambiente e i cambiamenti climatici (eventi atmosferici estremi), la sicurezza alimentare, le guerre e la globalizzazione (acuita dalle guerre in Ucraina e a Gaza), il terrorismo, l’insicurezza legata alla criminalità e ancora la paura delle epidemie a seguito degli anni di pandemia causati dal Coronavirus. Naturalmente la percezione cambia a seconda delle aree geografiche. Germania e Finlandia hanno registrato una maggiore sicurezza sui temi economici e sulle opportunità lavorative, tematica molto sentita invece in Francia e Italia.

Le paure degli italiani

L’insicurezza legata alla precarietà economica è fra le prime paure in Italia. L’instabilità economica nel nostro Paese è dovuta ai salari bassi che non consentono di risparmiare, all’incertezza sulle pensioni, alla possibilità di perdere il lavoro. alla criminalità. A seguire è emersa la paura della criminalità organizzata, l’insicurezza sui dati internet, i furti in casa, truffe su pagamenti elettronici, furto di veicoli, la paura di subire una rapina o un borseggio o di subire violenze e molestie. La paura è oggi “globale” e riguarda i timori legati alle conseguenze della situazione internazionale che vede guerre in corso, immigrazione, terrorismo. Questa paura è stata alimentata anche dal Covid che ha dimostrato come un’epidemia possa scoppiare a chilometri di distanza e trasformarsi in breve tempo in pandemia diffusa quasi in ogni parte del pianeta. Nel corso del 2023 è purtroppo aumentata anche la paura nei confronti dell’immigrazione e dello straniero.

I giovani visti dagli adulti

Lo studio ha analizzato anche le paure nei riguardi delle fasce di popolazione più giovani, in particolare gli adolescenti. Le prospettive per i giovani non sono percepite come rassicuranti in nessuno dei Paesi analizzati. La maggior parte degli intervistati infatti ha espresso grandi preoccupazioni e di conseguenza una visione del futuro piuttosto negativa. Fra i motivi di apprensione degli adulti per i più giovani ci sono l’uso di alcool e droghe, il bullismo, la possibilità di subire violenze, le prospettive lavorative, le dipendenze da videogiochi, le cattive influenze, lo scarso spessore morale ed etico, il rapporto critico con il cibo, lo scarso coinvolgimento nella vita sociale, la depressione e la solitudine, lo scarso impegno nella politica e nel volontariato.

Osservatorio Europeo sulla Sicurezza