La lunga estate caldissima

L’estate che sta per finire è stata caratterizzata da un evidente anomalia del clima che sotto gli occhi di tutti non può più non essere associato al cambiamento climatico. Si parla ormai di “iper-estate” con un clima subtropicale e non più di “bella stagione” e di quel clima mite tipico del nostro Paese e delle aree mediterranee. Temperature più alte causano periodi secchi e aridi più lunghi, intervallati da perturbazioni più concentrate e più intense, proprio come nei climi subtropicali. Il termometro ha registrato per diverse settimane temperature sopra ai 35°C che non hanno dato tregua su gran parte della penisola e anche in montagna si è registrato un caldo record. L’anticiclone Nerone, responsabile delle temperature roventi, ha poi lasciato il passo al ciclone Poppea che negli ultimi giorni di agosto ha fatto precipitare le temperature di 10 gradi e oltre nel giro di poche ore, portando con sé forti piogge, raffiche di vento e trombe d’aria, grandine, partendo dal Nord per colpire tutto il Paese e lasciando dietro di sé devastazioni e grandi disagi ovunque. La stima dei danni ancora non è stata fatta ma sicuramente i primi a dover fare i conti saranno gli agricoltori che, secondo Coldiretti, fra infrastrutture e coltivazioni, in particolare di grano, uva e frutta, avranno danni che supereranno i 6 miliardi dello scorso anno. Una situazione davvero difficile che ha coinvolto tutta l’Italia con il diffondersi di quelli che vengono chiamati medicanemediterranean hurricane – ovvero cicloni tropicali del mediterraneo che non si erano mai verificati in precedenza. Eventi atmosferici estremi a cui non siamo ancora preparati. La stessa grandine, fenomeno tipico di fine estate, è cambiata: chicchi sempre più grandi che hanno ormai le dimensioni di palline da tennis e che creano danni enormi. Il cambiamento climatico ha già innalzato le temperature di 1,2°C rispetto a un secolo fa e il Nord-Ovest che è stata l’area più colpita, ha raggiunto +1,7°C rispetto alla media dell’ultimo trentennio. Temperature troppo elevate causano periodi secchi e aridi più prolungati, cui seguono perturbazioni molto violente e concentrate chiamate dai climatologi “colpi di frusta”. L’alluvione in Romagna ne è un esempio: dopo quasi due anni di siccità e precipitazioni sotto la media, in pochi giorni si è concentrata la pioggia che solitamente cade in sei mesi.

Correre ai ripari

Al momento le previsioni meteorologiche consentono di prevedere con qualche giorno di anticipo questi fenomeni estremi per cercare di contenere i danni, mettendo in sicurezza cose e persone. Certo non è facile. Vista la frequenza e il fatto che difficilmente si potranno ripristinare le condizioni climatiche di un tempo è utile, laddove è possibile, proteggere i propri beni con le assicurazioni e agire con il buon senso evitando comportamenti a rischio. La polizza UnipolSai Casa copre i danni causati da eventi atmosferici quali alluvione, inondazione e allagamento, ma anche terremoto, per le spese di ricostruzione dell’abitazione. Offre inoltre copertura per i danni causati da grandine, e sovraccarico di neve sui tetti.

La lunga estate caldissima