Il cambiamento climatico ha portato la siccità

La situazione non è delle migliori. Il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio sta definendo con le Regioni il piano di emergenza per affrontare la crisi climatica che sta coinvolgendo l’Italia. Non piove e le temperature sono ormai da un mese sopra le medie stagionali. Non si esclude a breve la dichiarazione di stato di emergenza con conseguente razionamento dell’acqua e il divieto di utilizzo per alcune attività. I corsi d’acqua sono a secco: il Po, emblema della crisi più grave degli ultimi 70 anni, è irriconoscibile (ha raggiunto una portata di acqua in meno dell’80%) e si presenta come una grande distesa di sabbia. Il mare Adriatico è già risalito dalla foce per 17 km contaminando con l’acqua salata le falde sotterranee e desertificando terreni coltivabili.

Lo scorso inverno le nevicate sono state poche e i ghiacciai si stanno sciogliendo di anno in anno. Si è registrata una quantità di acqua piovuta del 40-50% in meno e del 70% di neve in meno rispetto alla media degli ultimi anni.

A Milano sono state chiuse le fontane e l’ordinanza del sindaco Beppe Sala prevede anche limitazioni sull’utilizzo dell’acqua per innaffiare i giardini, il lavaggio dei veicoli privati e per le piscine e le vasche da giardino su terreni privati.

Il pericolo incendi è elevato, se ne sono già verificati diversi in Sicilia, a Roma, in Puglia, in Campania e in Toscana.

Garantire la sicurezza alimentare

La situazione impatta in maniera importante sull’agricoltura e sulla produzione di energia elettrica. Coldiretti ha già stimato i danni causato dalla siccità per tre miliardi. Gli agricoltori stanno affrontando grandi difficoltà anche per l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti, dell’energia che serve anche per l’irrigazione. In grande affanno le coltivazioni di ortofrutta, soia, mais e riso. Un altro problema che si aggiunge è il proliferare dei parassiti con il caldo umido che insidiano le colture. La sicurezza alimentare è a rischio, tanto che l’Unione Europea ha dato disposizione di utilizzare i 4 milioni di ettari lasciati a riposo per vincoli ambientali che in Italia sono 200mila ettari. Ma se non piove come si coltivano?

Si stanno studiando le possibili soluzioni e gli interventi per affrontare situazioni come quella che stiamo vivendo. Bisognerebbe costruire strutture in grado di trattenere l’acqua, una rete di nuovi bacini e invasi distribuiti sui territori per stoccare l’acqua piovana ed evitare dispersioni, desalinizzare l’acqua del mare, sviluppare l’energia da fonti rinnovabili, migliorare le reti idriche esistenti, in alcuni casi inefficienti e con elevati tassi di dispersione.

Anche Greenpeace ha lanciato l’allarme chiedendo di accelerare la lotta ai cambiamenti climatici, ottimizzare le risorse idriche e ripensare le coltivazioni e gli allevamenti intensivi per utilizzare al meglio l’acqua, risorsa fondamentale alla sopravvivenza.   

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Il cambiamento climatico ha portato la siccità